22 gennaio 2016 - 11:31

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di Andrea Pasquale, Paola Pilato, Erika Rizzi (foto di Giada Chiametti)

Sabato 16 gennaio la nostra scuola ha avuto il piacere e l’opportunità di ospitare il prof. Giuseppe Battistoni, docente di fisica presso l’Università Statale di Milano e direttore di ricerca dell’Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare).

Il professore si è reso disponibile come relatore per la conferenza “I mattoni e il cemento dell’universo” rivolta agli studenti delle classi quinte del liceo scientifico e di scienze applicate, in particolare a coloro che parteciperanno al viaggio d’istruzione al Cern di Ginevra, programmato per la fine del mese di gennaio.

Durante l’incontro il professore ha introdotto in generale la fisica delle particelle elementari, ripercorrendo le tappe fondamentali dell’evoluzione della disciplina, dalle prime scoperte alle nuove frontiere della ricerca. Dalla scoperta del nucleo atomico da parte di Rutherford, attraverso il metodo di indagine che utilizza le collisioni particellari, si è giunti alla scoperta dell’antimateria, già matematicamente predetta dall’equazione di Dirac, e di una miriade di particelle elementari che i fisici hanno cercato di sistemare attraverso il cosiddetto “Modello Standard”. Le apparecchiature che hanno permesso tali individuazioni sono i rivelatori e gli acceleratori di particelle: dai più semplici, i sincrotroni, agli anelli di accumulazione, fino a LHC del CERN.

La svolta rivoluzionaria si è verificata con l’introduzione dei veri “mattoni dell’universo”, i quark, costituenti delle particelle nucleari considerate fino ad allora elementari; i bosoni, “cemento dell’universo”, permettono invece le interazioni tra i fermioni, componenti della materia stabile, attraverso le forze fondamentali. A proposito di bosoni, non si può non citare la sensazionale scoperta avvenuta nel 2012 proprio nei laboratori di Ginevra: l’individuazione della famosa “particella di Dio” teorizzata da Higgs, così definita in quanto fornisce massa a qualunque particella che interagisca con essa.

In conclusione, sono stati esposti i nuovi campi di ricerca della fisica moderna riguardanti la materia oscura, la supersimmetria e le extra dimensioni.

L’intervento si è rivelato utile, perché ha fornito le conoscenze di base necessarie alla imminente visita di istruzione, e interessante, in quanto l’argomento complesso è stato presentato in modo comprensibile a tutti.