22 dicembre 2008 - 10:46

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Chiara Tadolti

È necessario premettere che questa non è un’iniziativa anti-fumo come tutte le altre. Qui non si tratta d’imposizione, ma di un percorso in cui insegnanti e alunni si aiutano a vicenda. Stiamo parlando del programma Scuola libera dal fumo, lanciato dall’Asl di Bergamo, del quale anche il liceo “Galilei” di Caravaggio fa parte. Questo progetto prevede che nella scuola si costituisca un gruppo di lavoro formato dal dirigente, dai rappresentanti degli studenti, dei genitori, del personale docente e non docente e dal referente per l’educazione alla salute.

Il programma, che era già stato proposto l’anno scorso e dovrebbe ripartire a breve, si propone di tessere in tutto il territorio una rete di scuole “libere dal fumo”, ma non semplicemente applicando la legge in vigore che vieta il fumo nei locali pubblici, bensì estendendo il divieto a tutto il recinto dell’area scolastica (compreso quindi il cortile) e rispettandolo anche durante le gite e le uscite scolastiche. A ciò si aggiungono tante altre iniziative, come la somministrazione di questionari sia agli alunni che ai genitori, la visione di film, l’organizzazione di eventi (musicali o teatrali) attinenti al tema o la testimonianza di ex fumatori.

La novità, però, sta nella Smoke free class competition, una vera e propria gara fra tutte le classi dello stesso anno. Gli alunni fumatori, infatti, si impegnano a non fumare per circa sei mesi, per vincere (insieme con i loro compagni non fumatori) numerosi premi. Con loro capita spesso che anche qualche docente decida di mettersi alla prova e già all’inizio dell’anno scolastico alcuni hanno manifestato la propria volontà. Un esempio pratico: lo scorso anno, durante la prima sperimentazione di questa iniziativa, il 50% delle classi coinvolte è riuscito ad arrivare fino alla fine del periodo di astinenza – il che è un notevole traguardo, per esser stata la prima volta.

Molti si chiederanno il perché di questa iniziativa: non bastava forse applicare la norma già in vigore? No. Secondo uno studio dell’American College of Cardiology, infatti, bastano trenta minuti di fumo passivo per subire danni, anche gravi, al sistema vascolare. Risolvere questi problemi e stimolare la responsabilità nei giovani fumatori, ecco cosa si ripropone l’Asl di Bergamo con questa iniziativa, alla quale, purtroppo, non partecipano ancora molte scuole: ancora alla fine dello scorso anno scolastico il liceo “Galilei” era l’unico della bergamasca a prendervi parte.

(articolo pubblicato su "Il Galileo" di dicembre 2008 - "Popolo Cattolico" del 13 dicembre 2008)

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