Pubblicato più di un anno fa
Matteo Mariani
Mercoledì 25 maggio una delegazione di "studenti-giornalisti in erba" del liceo scientifico Galilei di Caravaggio si è recata a Roma per ricevere un premio dall'Ordine dei giornalisti, in seguito ad un concorso indetto tra le centinaia di giornali scolastici redatti in Italia. Il piccolo manipolo di studenti (di cui facevo parte pure io), scortato dalla prof. Ciocca, ha inoltre avuto l'occasione per compiere un giro turistico tra le meraviglie di Roma, complice anche il bel tempo della giornata. Ecco alcune delle tappe di questa interessante "gita fuori porta".
Martedì 24, ore 22,00:
Ritrovo a Treviglio in stazione Centrale, saluti al "parentado" con le consuete raccomandazioni ("fai il bravo eh!", "attento al portafoglio!", "ricordati di chiamare appena arrivi!") e le risposte di rito ("sì mamma", "va bene mamma", "guarda, mamma, che torno domani sera, non sto via un mese...") e partenza in treno alla volta di Milano e, in seguito, verso Roma.
Mercoledì 24, ore 7,00:
Giungiamo a Roma alla stazione Termini, dopo una notte non proprio idilliaca trascorsa in cuccetta (a proposito, le dimensioni del "loculo" in cui abbandonarsi tra le improbabili braccia di Morfeo dovrebbero essere riadeguate alla statura media dell'italiano odierno). . Rapido pit-stop in un bar per mettere qualcosa sotto i denti, e poi subito via attraverso le strade di Roma. La prima tappa è la chiesa di S. Maria Maggiore.
Ore 8,00:
Arrivo di fronte al palazzo del Quirinale, proprio in tempo per assistere al cambio della guardia: siamo gli unici spettatori, ma è comprensibile: è presto, e Roma si sta a mano a mano ancora svegliando. Poi rotta verso la fontana di Trevi, con tanto di scaramantico lancio della monetina all'indietro. Una monetina, scagliata con troppa veemenza, arriva a colpire la mano protesa della statua di Nettuno, per fortuna senza danni visibili.
Ore 9,15:
Raggiungiamo Piazza di Spagna, con la famosa scalinata di Trinità dei Monti, sfondo di innumerevoli sfilate e passerelle vip. Dopo una versione nostrana della discesa dalla scalinata a guisa di fotomodelli, approfittiamo della pausa dettata dalla calura già insostenibile per scorazzare lungo le vie dello shopping che circondano la zona. Dopo di che, riprendiamo il giro turistico, arrivando non senza fatica in cima alla terrazza del Pincio, da cui ci godiamo una fantastica panoramica aerea dell'Urbe.
Ore 10,15:
Arriviamo finalmente alla Sala dello Stenditoio, meta della nostra gita, dove assistiamo alla premiazione, con tanto di consegna di un diploma di merito e foto ricordo.
Ore 12,45:
Dopo la cerimonia, ci rechiamo in una tipica trattoria romana per pranzare, e soprattutto per rifiatare, dato che la temperatura si fa sempre più insostenibile. Subito dopo, la compagnia viene colta da una sonnolenza collettiva postprandiale, dovuta alla faticosa digestione. Ma nulla fermerà la nostra esplorazione dei monumenti.
Ore 14,30:
Ricaricate le batterie, riprendiamo il nostro cammino. Passiamo per piazza Navona, entriamo nel Pantheon e sostiamo ad ammirare tre dipinti del Caravaggio in ????... In seguito rotta verso l'Altare della Patria, la colonna Traiana ed il Campidoglio. Estenuati dall'afa, osiamo sederci sui i gradini che salgono al Vittoriale ma le forze dell'ordine, impassibili, ci ordinano di alzarci. Ci dirigiamo quindi verso il Colosseo, traguardo del nostro "tour", passando per i Fori, i mercati di Traiano ed i resti della Basilica Ulpia. Giunti al Circo Massimo, soddisfatti ma esausti, ci riposiamo sull'erba all'ombra del simbolo della Roma imperiale.
Ore 18,30:
Ritorno alla stazione di Termini e partenza per Milano sull'Eurostar. Comodi sedili ospitano finalmente le nostre membra esauste. Ci intratteniamo con partite a carte, ci rifocilliamo e poi, comodamente adagiato, mi appresto a vivere trionfalmente, via s.m.s., la finale di Champions League. Gli dei benigni, per tutto il primo tempo guardano benevolmente i loro e i miei pupilli fare a pezzi le orde barbariche anglosassoni. I commenti che arrivano dai compagni di fede rossonera non lasciano adito a dubbi: stiamo coronando l'ennesimo sogno di grandezza. Ma la bizzosa Eupalla ( la dea del pallone secondo Gioaninbrerafucarlo) mi attende beffarda al varco. Come Leonida al passo delle Termopili, il cielo oscurato dalle frecce scagliate dai nemici a sinistro presagio della disfatta, durante il valico degli Appennini le comunicazioni telefoniche si interrompono in modo inquietante per alcuni minuti. E in quei fatali sei minuti si compie la tragedia rossonera che mi porterà a assistere, prima con rabbia, poi con incredula rassegnazione, alla disfatta definitiva dei calci di rigore dove, con una sorta di danza rituale wodoo, il portiere del Liverpool, fino a quel momento famoso per alcune "papere" colossali, annienterà definitivamente i nostri sogni di gloria.
Ore 23,30:
Arrivo a Milano Centrale, e corsa dissennata per afferrare la coincidenza per Treviglio.
Concludiamo così una giornata faticosa ma memorabile (grazie anche agli sfottò che mi riproporranno in modo imperituro la data del 25 maggio).
(articolo scritto per lafragola.it nell'anno scolastico 2004/2005)