Pubblicato più di un anno fa
Angela Maniscalco
Al Liceo Galilei prende il via un nuovo progetto di educazione alla salute. Si tratta in particolare della prevenzione di alcune dipendenze. Il nome del progetto mette in primo piano con il suo gioco di parole lo scopo principale: Attivare la propria mente per conoscere le sostanze psicoattive e psicotrope, cioè quelle che agiscono sul nostro cervello e lo inibiscono, per capire insieme qualcosa in più e poi comunicare agli altri alunni quanto si è imparato. Il percorso di lavoro durerà fino ad aprile, mese in cui i partecipanti ad Attiva...mente presenteranno ai compagni il ‘prodotto’ delle loro riunioni: potrà essere uno slogan, un filmato o qualcos’altro ancora. Il tutto sarà deciso dai partecipanti stessi durante i singoli incontri, poiché un altro fine del progetto è proprio quello di creare un gruppo di giovani provenienti dalle diverse classi del Liceo, che discuta e cooperi attivamente su un argomento e un pericolo sul quale sono importanti sia la conoscenza sia la prevenzione.
Finanziato, in virtù della legge 45, dal Distretto di Treviglio e dall’Asl di Bergamo, il progetto è stato affidato a Eleonora Parolari del centro Ulisse di Treviglio: non sarà il solito e scontato corso informativo – come ha precisato da subito la responsabile – che comporta la presenza di ascoltatori, ma una vera e propria attività gestita dagli alunni che costituirà quindi un innovativo momento di incontro.
Negli anni passati il gruppo di lavoro del Liceo incaricato della educazione alla salute aveva già proposto meeting sul tema della prevenzione delle dipendenze ma, al contrario di Attiva...mente , si trattava di incontri programmati dalla scuola e rivolti ad alcune classi nel loro insieme.
Il risultato aveva qualche pecca: scarso interesse da parte di molti studenti – che si ritenevano al riparo da qualsiasi problema in proposito - e quindi spreco di energie da parte degli organizzatori. Quest’anno, invece, l’attività è proposta di nuovo ad ogni classe ma sulla base di una partecipazione libera e, quindi, sicuramente motivata. I ragazzi del Liceo sono inoltre chiamati a mettersi in gioco direttamente per portare avanti il progetto: non sono più, infatti, solo i destinatari, ma anche i produttori della comunicazione.
Un passo in questa direzione è stato già fatto durante il primo incontro con Eleonora Parolari: presentata l’attività, i partecipanti hanno stilato un programma di massima del percorso. Punto primo: incontro con un esperto che illustri la classificazione scientifica delle droghe, che i ragazzi conoscono solo attraverso il gergo giovanile, ma di cui ignorano gli effetti indotti.
Bisogna infatti documentarsi bene prima di pensare alle modalità con cui trasmettere agli altri liceali le informazioni necessarie. Quel che è certo è che il linguaggio scelto dovrà essere chiaro, semplice, conciso e efficace. Il tutto nell’arco delle venti ore scolastiche che il Preside ha concesso: pochine, ma sicuramente ben utilizzate.
(articolo pubblicato su "Il Galileo" di dicembre 2004 - "Popolo Cattolico" del 18 dicembre 2004)